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Il caso di studio:

Atti del seminario internazionale di Evora (Portogallo), 22 Giugno, 2007
“ IDENTITY IS FUTURE : THE MEDITERRANEAN INTANGIBLE SPACE – MEDINS "
"EU-funding for intangible heritage projects"
“Le Patrimoine Culturel Immatériel et le rôle d'institutions publiques dans
l'implémentation d'inventaires”
Université de Évora
L’intervento di Alessandro Pernice nell’ambito del seminario internazionale che si è tenuto presso l’Università di Evora (Portogallo) in data 22/06/07, si concentra su tre aspetti strettamente legati
all’implementazione del progetto “IDENTITY IS FUTURE : THE MEDITERRANEAN INTANGIBLE
SPACE – MEDINS ". Il progetto, in fase di implementazione, è stato approvato dalla Commissione Europea nell’ambito dell’iniziativa Interreg IIIB Medocc. In particolare, il ricercatore analizza ed espone (attraverso una presentazione in power point) alcune considerazioni sui seguenti aspetti:
1) la dimensione culturale della politica Europea, ed il ruolo della cultura a livello
internazionale.
In questa parte dell’esposizione, rientra il concetto di Patrimonio Culturale
Immateriale, e l’interesse da parte dell’Unione Europea a conservare e valorizzare il patrimonio (il
perché);
2) I programmi di assistenza finanziaria dell’UE che affrontano la questione della salvaguardia e
valorizzazione del Patrimonio Culturale Immateriale, ed i fondi europei per progetti a carattere transnazionale, transfrontaliero e interregionale (il come); 3) Alcune considerazioni di conclusione sull’avvenire della cooperazione Euro mediterranea e sul
ruolo delle istituzioni pubbliche, tra cui Università, Enti pubblici, ecc.
(Il quando).
Il ricercatore osserva che l’Unione Europea ed i suoi principali trattati istitutivi e di modifica,
contengono in se, una forte componente relativa al volet cultura. Facendo una semplice e breve
cronologia dei principali trattati dell’UE, si nota da subito che, il testo del trattato che istituisce una
Costituzione per l’Europa, prevede tra gli obiettivi dell’UE (nel preambolo e nell’art. I-3), quelli di
promuovere la pace, i suoi valori ed il benessere dei suoi popoli. L’Unione Europea rispetta la
ricchezza della sua diversità culturale e linguistica, e veglia alla salvaguardia e allo sviluppo del
patrimonio culturale europeo.
Inoltre la stessa Sezione 3 del testo, agli articoli III-280 prevede che l’UE contribuisce
all’arricchimento delle culture degli stati membri, nel rispetto della loro diversità nazionale e
regionale, valorizzando il patrimonio culturale comune. L’azione dell’UE mira ad incoraggiare la
cooperazione degli stati membri, e se necessario ad appoggiare e completare la loro azione, nei settori
seguenti: 1) il miglioramento della conoscenza e la diffusione della cultura e della storia dei popoli Europei; 2) la conservazione e la salvaguardia del patrimonio culturale di importanza europea; 3) gli scambi culturali non commerciali; 1A. PERNICE è ricercatore ed esperto in affari comunitari. Ha conseguito un master in studi politico amministrativi europei, presso il College of Europe di Bruges (Belgio) nell’anno accademico 2000-2001, promozione Simon Stevin. Attualmente collabora come consulente in area progetti, con l’associazione Euro mediterranea HERIMED, e con l’Unione delle Università del Mediterraneo UNIMED. 4) la creazione artistica e letteraria, compreso il settore dell’audiovisivo.
Lo stesso Trattato di Nizza (2000) prevede un intero titolo destinato alla Cultura (Titolo XII) e
l’articolo 151
del testo fa lo stesso riferimento ai principi esposti sopra. Si auspica che il trattato
relativo alla Costituzione per l’Europa possa essere ratificato, ed entrare in vigore prima possibile. È
da notare che la partecipazione della società civile per rafforzare la dimensione culturale della
politica europea si riflette sia nel processo della Convenzione Europea, che nel testo del

trattato che istituisce una Costituzione per l’Europa. La dimensione culturale della politica
europea è stata più volte sottolineata anche dal presidente della Commissione Europea José Manuel
Barroso
, che ha ribadito l’interesse della Commissione a proteggere e promuovere la diversità
culturale, attraverso il patrimonio culturale comune.
In un discorso, tenutosi a Berlino nel mese di novembre 2004, lo stesso faceva già notare che
l’Unione Europea non può più ignorare la sua dimensione culturale: “The EU has reached a stage of its history where its cultural dimension can no longer be ignored(….) If the economy is a necessity for our lives, culture is really what makes life worthwhile (….) My Commission is determined to protect and promote cultural diversity as well as to bring our common cultural heritage to the fore, as it is required to do by the Treaties (…) The Commission’s proposals for the next period of financial programming, and for the new generation of programmes covering the period 2007 from 2013, send a clear message: they are ambitious, both
conceptually and financially.

L’UE, sostiene il ricercatore, si occupa di Patrimonio Culturale (Materiale e Immateriale), attraverso le
politiche ed i programmi di finanziamento, per costruire “l’Europa dei popoli”. Le attività di
conservazione e di valorizzazione del Patrimonio Culturale avviate dall’Unione Europea riguardano
sempre di più, sia il Patrimonio Culturale edificato e mobile (opere artistiche e letterarie), che il
Patrimonio Immateriale. Le tradizioni, le pratiche sociali i saperi e il savoir-faire sono presi fortemente
in considerazione nella definizione di “patrimonio culturale comune ai popoli dell’Europa”. Un
vestigio di epoca romana, un sito naturale, un canto popolare, rivestono un interesse non soltanto
agli occhi degli abitanti, ma di tutti gli europei.
La dimensione culturale della politica europea è menzionata anche in altri strumenti politici
(testi e accordi internazionali)
che riguardano più regioni mondiali, come per esempio l’Accordo di
Cotonou (articolo 27) con i paesi ACP (Africa, Carabi e Pacifico). La cultura fa parte del dialogo
politico avviato nell’ambito delle relazioni tra l’Asia e l’Europa (ASEM) e i vertici che riuniscono l’UE,
l’America latina e i Carabi (LAC). Per quanto riguarda il Mediterraneo, le azioni culturali fanno parte
del Capitolo III della dichiarazione di Barcellona del 1995 sul partenariato Euromediterraneo,
dove il dialogo delle culture rappresenta il cuore del III pilastro. Il programma"Euromed Heritage"
finanziato con i fondi MEDA, è stato uni dei principali strumenti finanziari per la realizzazione del
partenariato euro-méditerraneo (4 progetti sono stati finanziati sul patrimonio culturale immatériale). Altra questione, peraltro delicata, che il ricercatore affronta, è quella delle differenze concettuali, a livello di programmi ed iniziative europee, che mirano a proteggere e valorizzare il patrimonio culturale (materiale e immateriale), secondo due livelli di osservazione, quello europeo e quello euro mediterraneo. Non è semplice comprendere tutti i criteri che regolano di volta in volta l’assistenza comunitaria. Partendo però dal concetto di Europa e cittadinanza, tutto diventa più facile. Sul piano
squisitamente concettuale, dalla lettura di diversi programmi operativi (Programme Operationnel
ESPACE MED, Cultura 2007, ecc.,) e documenti comunitari, emerge che, a livello europeo, i progetti
e le iniziative legate alla conservazione e valorizzazione del Patrimonio culturale (materiale ed
immateriale), mirano (o devono mirare) a rafforzare il senso di appartenenza all’UE e di
cittadinanza europea.
Tra gli altri benefici che spesso vengono menzionati, su attività ed iniziative
progettuali legate alla conservazione e valorizzazione del PC, vi sono quelli relativi al raggiungimento di alcune priorità politiche dell’UE, come per esempio l’implementazione della strategia di Lisbona, inclusi i suoi obiettivi (knowledge economy and job creation), e dell’agenda di Gothenburg 2 November 26, 2004: Speech by José Manuel Barroso, President of the European Commission, on “Europe and Culture” at the Berliner Konferenz für europäische Kulturpolitik (Berlin). (soustainable development and environmental protection). A livello Euro mediterraneo, invece, tenuto conto regione, che comprende l’UE da un lato, ed i paesi della politica di vicinato (ivi compresi i paesi MEDA) dall’altro, nel promuovere la dimensione culturale (intesa come patrimonio culturale da
proteggere e valorizzare attraverso progetti ed iniziative), si vuole spesso accrescere il rispetto delle
differenze tra i popoli del Nord e del Sud del Mediterraneo
, sviluppando il sentimento e la
percezione di un destino condiviso. Il Patrimonio culturale costituisce uno strumento per
promuovere la diversità culturale come condizione preliminare al dialogo intercultuale. Queste
considerazioni hanno la finalità di aprire una riflessione collettiva sull’approccio dell’UE, quando interviene con programmi di assistenza finanziaria per l’Europa e per il Mediterraneo. Gli strumenti di cui dispone l’UE, per operare in tema di conservazione, promozione e valorizzazione, sono i diversi programmi di assistenza finanziaria (attraverso i fondi a gestione diretta ed indiretta). Tra i programmi e le iniziative comunitarie più recenti occorre menzionare: • IL SETTIMO PROGRAMMA QUADRO PER LA RICERCA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA
DELL’UE
E-CONTENT PLUS
CULTURA 2007-2013
EUROPEAN YEAR OF INTERCULTURAL DIALOGUE 2008
PILOT PROJECT “EUROPEAN DESTINATIONS OF EXCELLENCE”
IL PROGRAMMA TRANSNAZIONALE ESPACE MED
INTERREG IVC
IL NUOVO PROGRAMMA DI VICINATO BACINO MARITTIMO DEL MEDITERRANEO
IL NUOVO STRUMENTO DI PROSSIMITÀ DENOMINATO “EUROPEAN NEIGHBOURHOOD
AND PARTNERSHIP INSTRUMENT” (ENPI)

Dei programmi su menzionati è stata fatta una breve analisi, per vedere in quale misura questi
programmi prevedano assi o misure finalizzate alla protezione e valorizzazione del Patrimonio
Culturale Immateriale.

IL SETTIMO PROGRAMMA QUADRO PER LA ATTIVITÀ DI RICERCA, SVILUPPO TECNOLOGICO
E DIMOSTRAZIONE (2007-2013)
7 FP.
La ricerca europea è messa al servizio del patrimonio culturale immateriale. Allo scopo di
sviluppare la società dell'informazione in Europa, il 7 PQ dell'Unione Europea incita le istituzioni
pubbliche e culturali, le università ed i centri di ricerca a cooperare nell'ambito di partenariati per sviluppare le azioni e progetti di ricerca collaborativa. Un riferimento esplicito al Patrimonio Culturale Immateriale, da conservare e valorizzare, si trova più facilmente sempre nel programma cooperazione del 7 PQ, ed in particolare nella call for proposals qui di seguito menzionata:
FP7 Cooperation Work Programme: Theme 8 – SSH

– Call identifier: FP7-SSH-2007-1
– Date of publication 22 December 2006
– Deadline 1:1 10 May 2007, at 17.00 Brussels local time

Activity 8.5 The Citizen in the European Union
Area 8.5.1. Participation and Citizenship in Europe
Area 8.5.2 Diversities and Commonalities in Europe
3 Rapport du Groupe des Sages sur le Dialogue des Peuples et des Cultures. dans l’espace euro-mediterranéen. Si veda: ec.europa.eu/archives/commission_1999_2004/prodi/pdf/spirit_synth_fr.pdf - 4 Il settimo programma quadro è volto a rafforzare la competitività industriale e soddisfare le esigenze in materia di ricerca di altre politiche comunitarie ed in tal modo contribuire alla creazione di una società della conoscenza, sulla base dello Spazio europeo della ricerca, ed integrare le attività a livello nazionale e regionale. Il programma promuoverà l'eccellenza nella ricerca, nello sviluppo e nella dimostrazione scientifica e tecnologica mediante i quattro programmi seguenti: cooperazione, idee, persone e capacità. 5 Per maggiori approfondimenti sul 7 PQ si veda il sito: “Social sciences and humanities” Si veda l’area 8.5.2 e la sottoattività 5.2. 1 di seguito indicata: SSH-2007-5.2.1. Histories and Identities – Articulating national and European identities
Questa tematica verrà rinnovata nei mesi prossimi, e prima della fine dell’anno 2007 dovrebbe uscire
il nuovo Work Programme SSH con delle nuove call for proposals (dicembre 2007 – con scadenze nel
mese di maggio 2008).
L’attività 8.5: Il cittadino nell’Unione Europea.
Nel contesto dello sviluppo futuro dell'UE, lo scopo di questa attività, è innanzitutto, quello di
migliorare la comprensione delle questioni che servono per mettere in atto il senso di “appartenenza” democratica e la partecipazione attiva dei cittadini; in secondo luogo, l’azione mira a migliorare la comprensione delle diversità dell'Europa, ma anche dei fattori comuni, in termini di cultura, istituzioni, legge, storia, lingue e valori. La ricerca sarà finalizzata a migliorare la comprensione dei seguenti aspetti: la partecipazione (incluso i giovani), la rappresentanza, la responsabilità e legittimità; la sfera pubblica europea, i mezzi di comunicazione; varie forme di governance nell'UE e nei processi politici; il ruolo della società civile; cittadinanza, diritti e valori della popolazione. Altri ambiti verso cui si prevedono fondi per la ricerca collaborativa sono: la diversità e i fattori comuni europei, compresi le loro origini e gli sviluppi storici; le differenze nelle istituzioni (norme, prassi, legislazioni); le eredità culturali; le varie visioni e prospettive per l’integrazione europea compreso i
punti di vista delle popolazioni; l’identità; i metodi e gli approcci per la coesistenza di culture
multiple; il ruolo della lingua, delle arti e delle religioni; ecc. ecc. Si può per esempio analizzare scientificamente il concetto dell'identità, e dei relativi rapporti con la storia e l'eredità culturale, mantenendo ferme le considerazioni dell'UE, e la definizione dell’UNESCO del 2003 e/o altri orientamenti culturali internazionali. Ricordiamo che, secondo la definizione data dall'UNESCO, il
concetto dell'identità di una Comunità è collegato rigorosamente alla relativa eredità culturale
intangibile.
Il Patrimonio Culturale Immateriale rappresenta la cultura vivente di una Comunità
millenaria, che perdura nel tempo, con le più vecchie espressioni e credenze più autentiche, e che viene trasmesso oralmente da una generazione all’altra, e come tale rappresenta il fattore chiave delle Comunità, ed il DNA della loro identità
E-CONTENT PLUS
Il programma E-Content è un programma multi annuale che serve a rendere i contenuti digitali
maggiormente accessibili e fruibili, facilitando la creazione e la diffusione di informazioni su aree di pubblico interesse, a livello comunitario. Le biblioteche digitali sono collezioni organizzate di contenuti digitali fruibili al pubblico, attraverso il lavoro svolto da istituzioni scientifiche e culturali (librarie, archivi e musei ) e aziende private che detengono i contenuti, e che sono locate nel territorio dell’UE e/o in altri paesi che partecipano al programma. Le biblioteche digitali possono raggruppare tutti i tipi di materiali fisici che sono stati digitalizzati (libri, materiale audiovisivo, fotografie, e
documenti di archivi, ecc) e materiali originariamente prodotti in formato digitale. È evidente che il
patrimonio culturale immateriale
può rappresentare una parte significativa di quei contents che
sono già stati digitalizzati e che si vogliono mettere a disposizione al pubblico, per arricchirne le sue conoscenze, ma anche per il solo e semplice piacere di ricerca. Per un approfondimento sulle tipologie di progetti che si possono realizzare, si rimanda alla lettura del bando. È da notare che sul sito dedicato al programma eContentPlus è stata pubblicata la segnalazione riguardante il bando 2007 (disponibile in bozza assieme al work programme 2007) che riguarderà azioni indirette sulle seguenti aree tematiche: - Informazioni geografiche - Contenuti educativi - Biblioteche digitali (contenuti culturali e scientifici/accademici)
- Sostegno alla cooperazione tra soggetti attivi nel settore di contenuti digitali.
Vengono indicati tre tipi di progetto: Targeted Projects (TP), Thematic Network (TN), Best Practice
Networks (BPN). La scadenza per la presentazione di progetti è indicata per il 4/10/2007. 6 Intervista telefonica con APRE – Agenzia per la promozione della ricerca europea, dott. Angrisani SSH-NCP, 15/06/07. 7 Si veda: eContentplus A multiannual Community programme to make digital content in Europe more accessible, usable and exploitable (2005-2008). WP, April 13th 2007. CULTURA 2000 E CULTURA 2007-2013.
Sul programma Cultura (oggi Cultura 2007-2013) vi è stata una evoluzione consistente nello sviluppo dell’iniziativa comunitaria per sostenere progetti sul patrimonio culturale immateriale. Già il Cultura 2000 mirava a raggiungere i seguenti obbiettivi: • la promozione del dialogo culturale e della conoscenza reciproca della cultura e della storia dei • la promozione della diffusione transnazionale della culture e della mobilità degli artisti e degli altri attori e managers professionisti della cultura, così come delle loro opere; • la condivisione e la valorizzazione a livello europeo del patrimonio comune di importanza • la diffusione del savoir-faire e la promozione delle best practices in materia di
conservazione e salvaguardia del patrimonio culturale immateriale;
Tra i progetti più rilevanti avviati con il programma Cultura 2000 vi è il progetto TRIMED sulla la
cultura del pane, del vino e dell’olio. Il nuovo programma Cultura 2007 -2013
basandosi su un
approccio interdisciplinare, focalizza la sua attenzione su un insieme di settori di intervento e
sostegno alle attività culturali (che non siamo audiovisive), tra cui il patrimonio architettonico,
archeologico ed immateriale. Tra le calls for proposals occorre menzionare quelle di prossima
pubblicazione nel mese di Luglio 2007 e con Scadenza ad Ottobre 2007.
EUROPEAN YEAR OF INTERCULTURAL DIALOGUE 2008

La Commissione ha indetto un invito a presentare proposte con procedura ristretta allo scopo di
cofinanziare eventi ed iniziative a livello nazionale e regionale, che abbiano una forte dimensione
europea e destinati a promuovere gli obiettivi dell'Anno europeo del dialogo interculturale,
coinvolgendo direttamente o raggiungendo quante più persone possibile, con particolare attenzione
per le azioni relative all'educazione civica e alla percezione e all'apprezzamento di altri popoli con le
loro caratteristiche. I progetti possono anche riguardare la tematica del patrimonio culturale
immateriale come strumento per promuovere il dialogo interculturale (mostre, ed eventi che mettono
in luce per esempio le tradizioni culturali di diversi popoli, ecc., ecc.). La scadenza per la
presentazione delle iniziative progettuali è prevista per il 31 Luglio 2007
.

PILOT PROJECT “EUROPEAN : DESTINATIONS OF EXCELLENCE”
La Commissione ha indetto un invito a presentare proposte da parte delle amministrazioni
nazionali competenti nel settore del Turismo, per stabilire procedure finalizzate alla selezioni di
alcune destinazioni nazionali di eccellenza. Lo scopo di questa call for proposals è quello di attirare
l’attenzione nei confronti dei valori, delle diversità e delle caratteristiche condivise da alcune
destinazioni turistiche europee, e di promuovere quelle destinazioni in cui la crescita economica è
perseguita in maniera sostenibile. Il tema dell’eccellenza per il 2008 è il turismo ed il patrimonio
culturale locale immateriale.
Lo scopo di questa call for proposals è quello di premiare quelle
destinazioni che hanno sviluppato nuovi prodotti per il turismo, basati sull’apprezzamento e
valorizzazione del patrimonio culturale locale immateriale (es. cucina locale, gastronomia, ecc.,).
Le scadenze per la presentazioni dei progetti a cui possono partecipare gli stai membri dell’UE, i paesi
candidati e i paesi dello spazio EFTA/EEA è prevista per il 16 /07/2007. 8 Per maggiori approfondimenti visitare il sito: 9 L’obiettivo generale del programma è quello di contribuire alla valorizzazione di uno spazio culturale condiviso dagli europei e basato su un comune patrimonio culturale, sviluppando la cooperazione culturale tra i creatori, gli operatori culturali e le istituzioni culturali dei paesi partecipanti al programma, al fine di favorire l’emergere di una cittadinanza europea. Il programma è aperto alla partecipazione delle industrie culturali non audiovisive, in particolare delle piccole imprese culturali, laddove tali industrie svolgano una funzione culturale senza scopo di lucro. 10 Si veda INVITO A PRESENTARE PROPOSTE — PROCEDURA RISTRETTA DG EAC/08/07 Anno europeo del dialogo interculturale — 2008 (2007/C 78/10), 12 CALL FOR PROPOSALS FOR SPECIFIC PROJECTS ENT2/07/COM N.R./5.1.1. Grant Programme 2007. European Commission Directorate-General Enterprise and Industry.
IL PROGRAMMA TRANSNAZIONALE ESPACE MED
Esiste già una bozza del nuovo Programma Mediterraneo Med che prevede un nuovo spazio Med
dato dalla integrazione dello spazio Medocc (Interreg IIIB) e dello spazio Archimed (Interreg IIIB) e che
viene finanziato dal Fondo europeo per lo sviluppo regionale - FESR.
Il nuovo programma MED copre le seguenti aree (NUTII):
- Cipro: intero paese
- Francia: 4 regioni (Corsica, Lingua d’oca R., PACA, Rhone Alpes) - Grecia: intero paese - Italia: 17 Regioni - Basilicata - Veneto - Calabria - Friuli V.G. - Campania - Abruzzo - Emilia-Romagna - Molise - Lazio - Puglia Portogallo: 2 regioni (Algarve, Alentejo) Spagna: 6 Regioni (Andalusia, Aragona, Catalunia, Baleari, Murcia, Valencia, Ceuta e Melilla) Regno Unito: Gibilterra
Tra le 4 priorità del programma Mediterraneo MED, vi è l’obiettivo 4.2.: rafforzamento dell'identità
e valorizzazione delle risorse culturali per una migliore integrazione dello spazio Med. Le
regioni mediterranee dispongono di una forte identità storica e culturale che costituisce un fattore
d'unità e d'attrattiva essenziale. Questo patrimonio deve essere preservato ma deve anche essere
adattato e valorizzato per rispondere alle sfide attuali dello sviluppo economico. L'identità e la
cultura
rappresentano a questo titolo fattori d'innovazione, di creatività e d'integrazione che devono
essere sostenuti in modo coordinato nell'ambito dello spazio Med per imporre meglio le sue specificità
ed i suoi vantaggi. Tra gli esempi di azioni possibili da finanziare viene menzionata la promozione
delle iniziative a favore della protezione del patrimonio storico, dei paesaggi e di ogni risorsa
culturale (materiali ed immateriali) in una prospettiva di sviluppo territoriale integrato. Dall’analisi
dei documenti comunitari, sembra proprio che i paesi terzi possano partecipare al programma, in
particolare Marocco, Algeria e Tunisia, con la possibilità di finanziare un certo numero di attività dei
partner della riva sud. Il programma sarà cofinanziato dallo strumento europeo di vicinanza e partenariato (IEVP).
INTERREG IVC Esiste già una bozza del nuovo programma Interreg IV C che prevede il sostegno per azioni e progetti
sul patrimonio culturale. Il programma verrà lanciato nel prossimo autunno 2007 con la prima call
for proposals. Tra gli assi presenti già nel programma, l’asse 2 prevede l’assistenza finanziaria per il paesaggio ed il patrimonio culturale. Il programma verrà gestito dalla Regione Paca e prevede la partecipazione di Università e Enti pubblici, istituti di ricerca e organismi incaricati della protezione 13 Si veda: PROGRAMME OPERATIONNEL MED 2007-2013 Version III – bis Document de travail en vue de la réunion avec la Commission européenne (16 février 2007) 14 Si veda il sito: e la newsletter EDITION JUIN 2006 - 4ème NUMERO. 15 Si veda il sito: del patrimonio culturale e del paesaggio. È chiaro che il concetto di identità è legato a quello di paesaggio da tutelare. Indirettamente è pensabile, oltre che auspicabile, poter ottenere assistenza finanziaria per progetti che presentino alcune azioni volte alla salvaguardia del patrimonio culturale immateriale.
IL NUOVO PROGRAMMA DI VICINATO BACINO MARITTIMO DEL MEDITERRANEO
Anche questo programma prevede alcuni assi destinati alla valorizzazione delle risorse culturali con
la partecipazione dei paesi della sponda sud tra cui Algeria, Autorità palestinese, Israele, Giordania,
Libano, Marocco, Siria, Tunisia e Turchia. L’autorità di gestione locata in Sardegna. Tutto l’asse 4
viene dedicato alla promozione del dialogo culturale e della governance locale. Verranno sostenuti
progetti finalizzati alla mobilità, agli scambi, ma anche al sostegno della creatività artistica in tutte le sue forme per facilitare il dialogo fra le comunità. Per questo programma si aspetta l’apertura e la pubblicazione delle call for proposals nel prossimo autunno 2007.

IL NUOVO STRUMENTO DI PROSSIMITÀ DENOMINATO “EUROPEAN NEIGHBOURHOOD AND

PARTNERSHIP INSTRUMENT” (ENPI)
Occorre rilevare che per il mediterraneo esiste già un “Annual Work Programmes for Grants 2007 -
Programmes de travail annuel en matière de subventions
2007. Si tratta in questo caso del
PROGRAMME REGIONAL SUR L'HERITAGE CULTUREL ENPI SUD”. Il Patrimonio Culturale della
regione mediterranea costituisce, tenuto conto della sua ricchezza, un elemento essenziale delle
strategie di sviluppo umano. Tuttavia, il grande pubblico non è insufficientemente sensibilizzato
rispetto al ruolo del Patrimonio Culturale - materiale/immateriale - come fattore di sviluppo sociale
ed economico. Ciò rientra fra gli obiettivi del programma, priorità per il 2007-2010, e risultati da
raggiungere.

EUROMED HERITAGE II
Un altro programma che merita attenzione è lo Euromed Heritage II, avviato nel 2001.
I progetti finanziati dallo Euromed Heritage II (che sostituisce il programma Euromed Heritage I),
servono fortemente la causa del dialogo culturale, con un approccio più tematico, mettendo l’accento
sulla preservazione del patrimonio culturale immateriale, peraltro adesso citato tra gli assi e le
misure da finanziare. Euromed Heritage ha creato un’occasione unica per i partner euro
mediterranei di conoscersi l’uno con l’altro, e per i paesi del sud di approfittare dell’assistenza per
una maggiore salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale.
4 progetti nell’ambito del programma Euromed Heritage II abbracciano la tematica della valorizzazione e conservazione del patrimonio culturale immateriale: 1. LA NAVIGATION DU SAVOIR (2002-2006);
2. VOIX MÉDITERRANÉENNES (2002-2006);
3. MEDIMUSES (2002-2005);

4. DELTA(2002-2005).

Il programma Euromed Heritage III, si è concluso nel 2006. Oggi occorre comprendere qual è il suo
futuro. È molto probabile la presentazione di un nuovo programma Euromed Heritage IV o altro
nome, prima della fine dell'anno 2007. Esiste già sul sito dello EuropeAid un forecast per
l’aggiudicazione dell’appalto sul nuovo Euromed Heritage Programme.

CONCLUSIONI
Dall’analisi su svolta (7 FP, E-Content Plus, Cultura 2007 – 2013, l’Anno del dialogo interculturale 2008, il nuovo programma Mediterraneo MED, le WP grants 2007 del programma ENPI, Interreg IV C, 16 17 Per maggiori approfondimenti si consulti il sito: 18 Intervista telefonica con lo staff della RMSU, l'Unità regionale di sostegno e di gestione del programma, nel mese di febbraio 2007. 19 Si veda Regional Monitoring and Support Unit Reference: EuropeAid/125413/C/SER/Multi. Budget EUR: 3600000 nel sito: ecc.) rispetto agli orientamenti da dare agli attori dello sviluppo regionale e locale (pubblici e
privati), si può affermare che le prospettive per il Mediterraneo, nel settore del patrimonio culturale
materiale immateriale sembrano essere incoraggianti, ma, osserva il dott. Pernice, non bisognerà
perdere nessuna opportunità di finanziamento. Il nuovo strumento di vicinato (ENPI) "comporterà
una forte componente transfrontaliera e sopranazionale, con un budget di 1 miliardo di euro per il periodo 2007 - 2013 (di cui circa un terzo dovrebbe riguardare la regione mediterranea". Il Commissario Europeo per le relazioni esterne e per la politica di vicinato, Benita Ferrero-Waldner, rileva che "Les fractures qui parcourent toutes les sociétés nous rappellent chaque jour l’importance et l’urgence du dialogue et de l’échange entre cultures dans toutes ses dimensions. Cet échange, ce dialogue interculturel, constituent aujourd'hui des enjeux plus pertinents que jamais". Una tale affermazione sembra confermare quale sia la volontà politica europea. 20 Leonidas Kioussis - EuropeAid Office, amministratore principale. 21 Si veda SITI CONSULTATI:

Fonti dell’Unione Europea

Europe Aid

Politica di vicinato

Programma Cultura 2007-2013


Seventh research framework programme

„ Transnational : Espace MED
„ Interrégional : IV C
„ Instrument Européen de Voisinage et de Partenariat : IEVP / ENPI-CBC – Coopération
transfrontalière - Bassin Maritime MED

Altre fonti
Euromed Heritage

Source: http://www.cidehus.uevora.pt/textos/actas/medins07/10-Alessandro_Pernice-UNIMED.pdf

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